Dal: Corriere dell'Arte - 18 maggio 2002

LE MANI: STRUMENTI DI VITA E ARTEFICI DELL'ARTE

Un percorso attraverso le mani che afferrano, implorano, bucano la tela, indicano e si manifestano lasciando segni forti o appena accennati. La mostra a Parma ruota attorno all'esplorazione di gesti simbolici che a seconda dell'approccio degli artisti si caricano di valenze emotive differenti. Ne sottolineano le potenzialità plastiche Alessandra Bonoli e Riccardo Franco, lavorando l'una sul concetto di memoria genetica con la scultura Mano della Facoltà e l'altro su una mano tesa che sfondando il supporto buca lo spazio, tesa verso l'osservatore. Marzia Pieri e Barbara Pietrasanta s'immergono invece in universi lucidi costellati di mani quasi da fumetto (enormi tele viola scuro da cui traspaiono scritte di Impronta orientale) oppure figure manichino dall'incarnato cereo e un alone androgino. Ma Il gesto delle mani è anche segno: così Luca Artioli rielabora fotografie di mani in movimento su fondo scuro, mentre Christopher Pisk narra graficamente la storia delle mani del pianista Rachnov. Fiorenza Presbitero rende le mani protagoniste di un complesso gioco tra raffigurazioni scarne, dolci rosa confetto ed esperimenti forti e materici dai materiali argentei e spugnosi. E ancora un gesto d'affetto traspare in una foto di Lorenza Cocullo (una mano maschile afferra un orsacchiotto vecchio stile) un segno deciso ed essenziale emerge dalla "mano-radiografia" di Antonio Massari. Immaginario fantastico-onirico per Lila Ursino che inserisce le sue mani in un contesto quasi irreale e fatato. Angelo Siciliano sceglie con ironia il gesto meccanico di due esseri in avvicinamento, M.P. Fanna Roncoroni tratteggia mani dalle linee grafiche con piccole scritte pop. Maggiormente legata al figurativo Cesarina Ciotti con le sue donne, mani e volti ripresi nella loro quotidianità. Isa di Battista Gorini sembra infine lavorare su una mano-"residuo" logorata, sfilacciata e superstite.

Eva Michiara

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