Da: ECO d'arte moderna - ott/dic 2005

FIRENZE / MUSEO DEL BARGELLO

"Luci e ombre" di Marzia Pieri

Fin dagli esordi le ricerche artistiche di Marzia Pieri si sono basate su un'attenta analisi della figura umana, non mirate alla ricerca della verosimiglianza fisica con il soggetto, ma tese ad affrontare indagini più profonde, un vero e proprio viaggio attraverso l'uomo e i suoi sentimenti.

La maniera di rappresentare la figura umana isolata in un'apparente statica tranquillità lascia emergere tutte le tensioni, le angosce del nostro tempo, con le sue contraddizioni, ma anche tutta la forza possibile dell'uomo. Le sue composizioni sono sospese in un mondo fatto di luci ed ombre in cui l'oscurità è sempre bilanciata da un'armonia di luci, come contrappunto delle nostre luci ed ombre interiori.

Inserito in uno spazio indefinito, atemporale che non permette distrazioni, il soggetto emerge dalla zona d'ombra alla ricerca di una nuova interazione con il pubblico. L'osservatore diviene parte integrante del quadro liberandolo, in un impercettibile gioco di trasmissione di energie, della sua solitudine e scoprendo il riflesso dell'umanità oltre l'individualità della figura. Un'interpretazione dell'arte come pratica liberatoria, attraverso la quale far emergere il lato più puro e profondo di ogni personalità, non solo dell'artista e del soggetto dipinto, ma in grado di riflettere gli aspetti più nascosti dell'animo di tutti gli inconsapevoli fruitori dell'opera.

Le sue opere più recenti attestano un approfondimento degli strumenti del mestiere d'artista e un continuo arricchimento di esperienza.

Il suo trittico "Introspezione", sottotitolato: larva, crisalide, farfalla, ci propone il processo di metamorfosi di questo insetto che nasce da un bozzolo per evolversi attraverso un prodigioso processo della natura in qualcosa di straordinario e inaspettato. Le tre fasi di sviluppo - larva, crisalide, farfalla - simboleggiano il ciclo della vita: nascita, morte e resurrezione. Nell'arte cristiana la farfalla era simbolo dell'anima umana risorta, la liberazione dell'anima dal contenitore "corpo". Così l'arte di Marzia, in continuo divenire, ha sviluppato nel tempo cifre espressive diverse, ma una sempre maggiore sicurezza tecnica. Lavorando sulla liberazione della sua spiritualità, sull'espressione della propria emotività, manifesto di se stessa, ha lasciato emergere una profonda contemplazione religiosa, ma anche fede nell'uomo, riscattato e riscoperto come elemento centrale. Tutta la sua ricerca pittorica si realizza in un' autentica dichiarazione d'amore nei confronti dell'intera umanità.

Veronica Ranucci

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